La (storica) debolezza dell’Italia sul fronte estero come causa dell’immigrazione incontrollata in Veneto

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È di pochi giorni fa l’intesa raggiunta al castello di La Celle-Saint-Cloud, alle porte di Parigi, sul cessate il fuoco in Libia e sull’avvio del processo per nuove elezioni nel 2018.

I due protagonisti dell’accordo? Il premier libico Fayez al-Serraj ed il generale Khalifa Haftar, uomo forte della Cirenaica.

Ma il vero vincitore è senza ombra di dubbio il padrone di casa, il presidente francese Emmanuel Macron, che ha approfittato dell’eterna indecisione e debolezza italiana sul fronte estero (libico in questo caso) ed ha piazzato il colpo vincente.

La Francia aveva creato il problema (ricordiamo che è la principale colpevole del caos libico) ed ora mette il cappello sulla risoluzione dei conflitti, non senza interessi diretti.

Il ringraziamento di Macron a Gentiloni ed all’Italia ha il sapore della beffa e della presa in giro per gli incapaci governanti italici, che da tempo lavoravano ai fianchi i libici ma non sono riusciti ad assestare il colpo vincente finale.

Così la scena se l’è presa la Francia e l’Italia è rimasta al palo, come sempre.

Inutile dare la colpa alla crisi dei migranti che avrebbe “distratto l’Italia”, tutte scuse. La verità è che l’Italia paga la sua cronica ambiguità e debolezza in politica estera. In sostanza : non conta nulla a livello internazionale.

Alfano, ministro degli Esteri, è il personaggio che rappresenta degnamente la pochezza di quella che possiamo definire italietta con la ‘i’ minuscola.

C’è da disperarsi se pensiamo al ruolo da protagonista che la Repubblica Serenissima giocava in Europa e nel Mediterraneo, quando l’Italia era a tutti gli effetti solo un’espressione geografica (non che le cose siano cambiate, intendiamoci).

Ma non è tutto qui.

Dietro al “braccio di ferro” tra Francia e Italia c’è di mezzo il controllo dei cantieri navali STX a Saint Nazare, dove Fincantieri ha rilevato l’intera quota maggioritaria in capo ad un precedente gruppo coreano. La Francia vuole almeno il 50% e minaccia in caso contrario la nazionalizzazione.

I grandi gruppi francesi scorazzano da tempo in Italia ed hanno acquisito importanti marchi, aziende e know-how senza che l’Italia battesse ciglio. La Francia però non permette operazioni del genere a parti invertite.

Servono altre prove per farti capire che l’Italia a livello europeo ed internazionale non conta più nulla? Sempre che abbia mai contato per davvero.

Tutto questo per spiegare soprattutto che l’unico colpevole dell’invasione che stiamo subendo è l’Italia, con le sue politiche folli e la sua debolezza cronica ha permesso che altri prendessero decisioni per tutti sulla nostra pelle.

Ormai è arrivato il momento di prendere in mano il nostro futuro e di iniziare a contare per davvero come Veneto. Lo possiamo fare solo quando avremo tagliato tutti i lacci che ci legano all’Italia, paese senza alcuna credibilità che affossa la millenaria tradizione diplomatica e di governo dei veneti.

Il nostro primo ed unico obiettivo è il raggiungimento della piena e completa indipendenza dall’Italia, il che significa uno Stato a sé stante. Allo stesso tempo siamo consapevoli che possano servire dei passaggi intermedi per arrivare all’obiettivo. Ecco perché sosteniamo il referendum per l’autonomia del Veneto del 22 Ottobre prossimo e chiediamo ai veneti di recarsi in massa ai seggi per votare SI.

Giacomo Mirto
Portavoce di Siamo Veneto

 

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