Il piano del PD per far fallire il referendum veneto del 22 ottobre

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Non è passato molto tempo da quando, proprio con un articolo su questo blog, avevamo smascherato le reali intenzioni del Partito Democratico riguardo il referendum sull’autonomia che si terrà il prossimo 22 ottobre.

In quell’occasione avevamo portato alla luce il doppio filo che lega i comitati per l’astensione al partito di Renzi e della Boschi. A parole il PD Veneto si esprimeva in maniera favorevole, salvo qualche classico distinguo, ma nei fatti lavorava sotto traccia per boicottare l’affluenza (la vera posta in gioco), mandando allo sbaraglio qualche baldo giovine in cerca dei 15 minuti di fama teorizzati da Andy Warhol.

Giusto per mostrare ulteriori testimonianze sulla vera natura di quelli che si definiscono contrari ma si atteggiano all’esatto opposto, qualche giorno fa il Veneto ha ricevuto la visita (poco gradita) di “se perdo il referendum lascio la politica”, in arte Matteo Renzi. Ospite del nuovo Sindaco di Padova in fiera, il bulletto fiorentino si è lanciato all’attacco del Presidente Zaia e di tutta la maggioranza che da mesi porta avanti tra mille ostacoli (soprattutto romani) l’organizzazione del referendum che, parole sue : “…è assolutamente inutile, noi ci occupiamo di cose serie”. Su chi o cosa è serio o meno potremmo aprire un dibattito sul periodo in cui il buon Renzi era Presidente del Consiglio della penisola italica.

Notizia di questi giorni che il TAR ha respinto il ricorso contro la consultazione di due cittadini (disinteressati? certo, come no).

Tutto qui? Nemmeno per sogno. L’opera di boicottaggio, in varie forme, non è finita.

Il deputato Alessandro Naccarato ed il consigliere regionale Graziano Azzalin (qualcuno alzi la mano se li ha mai sentiti nominare per qualche merito), entrambi del PD, hanno presentato in questi giorni un esposto alla Corte dei Conti perché a loro dire il piano di comunicazione della Giunta in vista del referendum sarebbe troppo dispendioso. Possono o no i cittadini venire a conoscenza dell’esistenza del referendum e quale sia il quesito in merito al quale sono chiamati ad esprimersi? Evidentemente, per loro, meno si sa sul referendum meglio è. D’altronde abbiamo ormai capito tutti che la loro partita non è sul fare il bene dei veneti, ma sull’evitare che la gente vada a votare per mere ed inutili beghe politiche.

Questo è il PD.

Questo è Renzi.

Questi sono i suoi rappresentanti in Veneto, che con le loro azioni rivelano implicitamente perché sono perennemente minoranza nella patria Serenissima.

Giacomo Mirto
Portavoce Siamo Veneto

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