Politiche 2018: l’Italia non esiste e al Sud preparano un’altra “rapina” in Veneto

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Le elezioni di domenica 4 marzo si possono analizzare sotto molti aspetti, ma quello che salta immediatamente all’occhio è la distribuzione geografica del voto: il blu del centrodestra (e soprattutto della Lega) al nord e in qualche zona del centro Italia, il rosso sempre più sbiadito del PD in alcune delle storiche regioni rosse e il giallo del Movimento 5 Stelle in tutto il sud, isole comprese, e lungo la costa adriatica fino in Romagna.

Guardando la cartina sembra quasi di rivedere l’Italia degli stati preunitari.

Sembra si sia avverata la profezia (o forse l’auspicio) delle tre macro regioni idealizzata dal prof. Gianfranco Miglio. C’è da dire che nessuno prima era riuscito a spaccare l’Italia come questo voto. Il perché è presto detto. Nell’ex Regno delle Due Sicilie spopola il movimento fondato da Beppe Grillo (che diventa una sorta di “Lega del Sud”), grazie soprattutto alla promessa del “Reddito di Cittadinanza”.

Un incentivo a non lavorare e a fare i mantenuti senza far nulla.

Perché, al di là dei formalismi della proposta, questo è quello che realmente accadrà se entrerà in vigore. Noi lavoreremo e pagheremo ancora più tasse per mantenere i meridionali. Quella che viene dal sud è l’ennesima richiesta di più stato e più assistenzialismo. Con i soldi di chi? Non è così difficile da capire che le vacche da mungere stanno ad altre latitudini, ai confini con l’Austria e con la Svizzera. Il Veneto è una di queste.

Ma a chi parla di questione settentrionale rispondo che, in fondo, la questione è solo veneta.

Il voto dei singoli partiti senza coalizioni. IL M5S in giallo, blu la lega e rosso il PD.

I referendum sull’autonomia hanno dimostrato come solo in Veneto ci sia una diffusa e reale richiesta di maggiore autonomia se non di indipendenza. L’affluenza del 22 ottobre scorso ne è la prova. Solo il Veneto è realmente pronto per fare un ulteriore passo verso la totale indipendenza dall’Italia, indipendenza da uno stato parassita e sprecone.

Per noi esiste solo la “questione veneta” e in Veneto devono comandare i veneti. Non i romani, non quelli del sud, non i lombardi.

L’unica via che porta alla salvezza passa per l’indipendenza del Veneto. E l’unico movimento rimasto a portare avanti questa battaglia è Siamo Veneto. 

A differenza degli altri partiti che si presentano in tutte le regioni e devono continuamente fare gli equilibristi, Siamo Veneto garantisce ai cittadini di avere un soggetto che si preoccupa solo ed esclusivamente del Veneto e che non deve fare mediazioni con altre realtà territoriali.

Questo voto ha fatto riaffiorare in tanti, anche giovani, la voglia di lottare per la libertà della nostra terra, contro l’aggressione romana che vuole continuare a “rapinare” il Veneto per far sparire i nostri soldi in un buco nero a vantaggio di altri.

Giacomo Mirto
Portavoce Siamo Veneto

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