Dal sud, interi pullman per partecipare ai concorsi in Veneto

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Due infermieri disoccupati del salernitano hanno creato circa tre anni fa un servizio dal nome “Bus to go”.

Sembrerebbe una bella storia imprenditoriale, se non fosse che l’unica attività dell’azienda è quella di noleggiare comodi bus per trasportare in massa al nord giovani e meno giovani provenienti da tutto il sud e in cerca del posto fisso pubblico, a cui si può accedere solo tramite concorso.

In migliaia si accalcano all’interno di teatri o palazzetti dello sport per una manciata di posti da infermiere. In pochi ce la fanno, in molti entrano in graduatorie che possono essere riutilizzate dalle ASL per un’assunzione futura. Tutte queste persone arrivano cariche di titoli di vario tipo e lauree con il massimo dei voti grazie alla generosità delle università meridionali e riescono a scavalcare, poi, con l’inserimento a pettine nelle graduatorie, i veneti che concorrono per gli stessi ruoli. Non solo infermieri, anche insegnanti, personale Ata e via dicendo.

“Ci troviamo di fronte a una vera e proprio esodo silenzioso che nessuno ha più avuto il coraggio di denunciare – dichiara Marco Busato, portavoce di Siamo Veneto – e che è passato in secondo piano rispetto alla questione migratoria africana. La verità è che la questione meridionale non è mai stata risolta e noi non abbiamo intenzione di far calare l’attenzione su questo problema.”

“Ci poniamo a difesa dei giovani e dei lavoratori veneti che si vedono continuamente scavalcare nelle graduatorie e “rubare” il posto da gente proveniente dal sud – continua Busato – Oggi più che mai si rendono necessari dei concorsi a livello regionale con una quota minoritaria riservata ai non veneti solo in caso di carenze di organico. In un momento in cui il livello di disoccupazione giovanile ha raggiunto picchi preoccupanti, la precedenza in Veneto va data solo ai veneti.”

Marco Busato
Portavoce di Siamo Veneto

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