Scoperta l’acqua calda, i rimpatri non funzionano perché mancano gli accordi bilaterali con la maggior parte dei paesi africani

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permesso di soggiornoIn un precedente articolo avevamo sottolineato come fosse in corso una diatriba sul vero numero di immigrati presenti oggi in Italia che non hanno il diritto di rimanere perché si sono visti rifiutare la richiesta d’asilo o hanno il permesso di soggiorno scaduto.

Anche ammettendo che questi siano circa 600 mila (un rapporto Ismu parla di circa 491 mila), se il governo riuscisse a rimpatriarne duecento al giorno per via aerea, ci vorrebbero otto anni e due mesi. Senza contare che, nel frattempo, continuerebbero ad arrivarne altri.

Ora, anche volendo iniziare seriamente un’operazione di rimpatrio di massa, dove dovrebbero essere portati questi clandestini? Nei loro paesi d’origine? Peccato, però, che l’Italia abbia accordi bilaterali per i rimpatri solo con quattro paesi africani : Nigeria, Tunisia, Marocco ed Egitto. Ecco che il rimpatrio di migranti provenienti dall’Africa subsahariana non può avvenire perché quei paesi non accettano di riprendersi quelle persone. Chissà perché. Quindi, una volta usciti dal circuito dell’accoglienza perché la loro richiesta d’asilo non è stata accettata (sono pochissimi quelli che ne hanno diritto, come confermato dal Ministero dell’Interno) ricevono una carta con il foglio di via e l’invito a lasciare l’Italia entro sette giorni. Così come accade anche per i migranti provenienti da paesi in cui è prevista la possibilità di rimpatrio, anche questi non se ne vanno e fanno perdere le loro tracce.

Molti di loro poi li ritroviamo sulle strade a spacciare, a commettere stupri, rapine e crimini di diverso tipo per conto di organizzazioni di stampo mafioso. Se contiamo poi che per ogni rimpatrio sono necessari circa 4.000 euro a persona per spese di trasporto, due agenti e un medico al seguito, ecco che la beffa è completa. 800 mila euro per un aereo pieno, cosa che comunque non accade mai. Paghiamo tre volte : una per rimpatriali (in pochi), la seconda per i crimini che commettono e che paghiamo sulla nostra pelle e la terza per le cure sanitarie che siamo costretti a fornire. Cornuti e mazziati.

“Si è scoperta l’acqua calda – dichiara il consigliere regionale di Siamo Veneto Antonio Guadagnini – Lo stato italiano inefficiente ed incapace non è in grado di effettuare i rimpatri perché ha stretto accordi bilaterali solo con quattro paesi africani nordafricani, mentre la massa di clandestini che oggi ci troviamo in casa proviene dall’Africa subsahariana.”

“A Roma sanno benissimo che 1) gran parte dei migranti che arrivano non hanno il diritto di rimanere 2) gran parte di questi non riusciranno a rimpatriarli – prosegue Guadagnini – Però continuano con questo inaccettabile commercio di uomini che ingrassa solo mafie di vario tipo.”

“Siamo al ridicolo – conclude Guadagnini – queste situazioni non esisterebbero in un vero stato di diritto in cui la sicurezza dei cittadini che lo abitano viene messa al primo posto rispetto ai diritti degli ultimi arrivati. Per questo dobbiamo al più presto renderci indipendenti dall’Italia per creare uno stato moderno, efficiente, aperto al mondo, ma con un “muro” ai confini per impedire ai peggiori delinquenti di entrare.”

Antonio Guadagnini
Siamo Veneto

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