Rovigo blindata per il processo del Tanko2: mi pare un tantino esagerato

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La notizia apparsa sui giornali secondo cui sarebbe stato indetto un tavolo tecnico per “proteggere” il tribunale in vista del processo ai membri del Tanko2, dimostra ancora una volta come le istituzioni dello Stato vivano in un modo del tutto loro la questione veneta. Il processo che vede coinvolti una cinquantina di uomini e donne accusati a vario titolo di aver camuffato un trattore con delle lamiere infatti, si è tenuto fino ad oggi a Brescia dove, il centinaio di manifestanti sempre presenti davanti al tribunale, non hanno mai causato incidenti, disagi o dato segno di atteggiamenti violenti.

“Non si comprende dunque il motivo”, spiega il Consigliere Regionale Antonio Guadagnini di Siamo veneto per cui “a Rovigo si sia deciso di sottrarre soldi e tempo per garantire la sicurezza dei rodigini, preferendo organizzare un zona rossa nelle vie limitrofe al tribunale, paragonabile a quelle viste durante le manifestazioni dei black-block incappucciati con mazze e bombe carta”.

“Partecipando ad alcune manifestazioni” prosegue Guadagnini, “non ho infatti mai visto nessuno incappucciato, ma solo donne e uomini che con una bandiera in mano manifestavano in modo composto la loro vicinanza agli indagati. Non è militarizzando le strade e trattando da criminali i manifestanti che lo Stato dimostra la sua “forza” e risolve la “questione veneta”. Mostra invece ancora più chiaramente la sua incapacità di risolvere i problemi reali sprecando il suo tempo e i nostri soldi a processare persone la cui unica colpa è stata quella di sostenere l’idea secondo cui un Veneto indipendente è l’unica soluzione reale per dare un futuro al nostro territorio”.

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