Sciopero del voto

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Dopo la scandalosa e pilatesca decisione della Corte di non decidere in merito alla questione del voto degli italiani all’estero, ho deciso di fare uno sciopero del voto.

La Consulta si è aggrappata ad un cavillo che si è inventata per dichiarare inammissibile il nostro ricorso, avvallando un sistema di voto che descriverò citando quello che si legge nei mass media in questi giorni:

“le schede vengono contraffatte, falsificate, fotocopiate sottratte ai legittimi proprietari, prestampate con tanto di croce sul candidato, cestinate, bruciate comprate e rivendute…”

oppure

“qualche politico molto ricco con una decina di milioni di dollari si porterebbe a casa tutti e 12 i deputati e i 6 senatori. Magari con quei voti, se fossero determinati, potrebbe mettere su perfino un governo”

ancora

“Nicola De Girolamo che era sconosciuto all’anagrafe Belga ma non agli amici delle ‘n’drine’ sparsi per l’Europa e finì a Palazzo Madama finché non saltarono fuori i rapporti con la mafia calabrese e finì in galera…”

e poi Paolo Rajo racconta:

“Ero andato in giro a chiedere voti come facevano tutti i candidati e sono capitato a casa di un conoscente con famiglia numerosa (…). Quando gli ho spiegato il motivo della mia visita mi ha detto candidamente: “Ma Paolo, noi ti stiamo già aiutando , in garage c’è mo figghiu cu ati boy frend che ti stanno a riempire le tue ballot paiper”. Cioè le schede elettorali. (…) “Ti faccio vedere, vieni” e mentre andavamo nel suo garage mi spiega che era stato avvicinato da alcune persone che gli avevano detto: “Se vuoi aiutare Paolo ti portiamo dei pacchi di schede e ti diciamo cose devi fare, poi passeremo noi a ritirarle e daremo anche una cassa di birra ai ragazzi che ci aiuteranno”. (…) Entro in garage e davanti a me, si para la scena di un tavolo apparecchiato con tovaglioli, ma sopra invece che del cibo c’erano tantissime schede pronte al voto in serie”

E ancora:

“Giuseppe Macario, che si sarebbe candidato piazzando una foto non sua e un curriculum grondante di note d’eccellenza (non sue) ed è stato smascherato dalla direttrice del sito di Rolling Stone Selvaggia Lucarelli, incuriosita dalle liste dei candidati per la ripartizione Americana del Nord dove spiccava il suo “movimento”: Free Flights to Italy. Voli gratis per l’Italia. Non male per uno che sarebbe sempre stato a Fiano Romano. Dove vive con la mamma. Lei pure candidata nelle Americhe, dal Guatemala all’Ontario…”

Io stesso sono entrato in possesso di schede che potrei tranquillamente votare.

E cosa fa la Consulta?

Si aggrappa ad un presunto cavillo per rimandare la questione a data da destinarsi… La Corte sarebbe quella che dovrebbe tutelare la Costituzione? Siamo messi bene.
Io mi sento preso in giro, credo che il voto non abbia alcun valore se viene espresso in questo modo.

Se è permesso che quasi 5 milioni di schede possano essere gestite così, la democrazia non esiste. Esiste la truffa e l’imbroglio.

Tanto vale prenderne atto, starsene a casa e lasciare che lorsignori si gestiscano il loro giochetto.

Antonio Guadagnini
Siamo Veneto

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