Gli stati “veneti” del Brasile vogliono l’indipendenza

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Il talian (o veneto brasiliano) è una variante della lingua veneta parlato da circa 500.000 persone come prima lingua e complessivamente da oltre quattro milioni di persone negli Stati brasiliani di Rio Grande do Sul, Santa Catarina, Espírito Santo e con punte nello stato di San Paolo e nel Paranà.

Un dato tratto dalla recente visita del Governatore dello stato di Espírito Santo in Regione Veneto : il 37% degli abitanti dello stato brasiliano conosciuto per il marmo è di origine veneta.

Più a sud si va in Brasile, più il talian è diffuso e più cresce l’incidenza di abitanti di origine veneta sul totale della popolazione.

Gli stati del sud, oltretutto, sono quelli con il reddito pro capite più alto di tutto il Brasile.

Un po’ come succede nel nord Italia ed, in particolare, in Veneto.

La differenza è che la geografia economica in brasile si ribalta : sud operoso ed economicamente più forte e nord che vive più di assistenzialismo.

Di questi giorni è la notizia che negli stati di Santa Catarina, Rio Grande do Sul e Paraná si terra una consultazione per indire nel 2018 un referendum per l’indipendenza dal Brasile.

Già l’anno scorso un parere popolare aveva evidenziato come il 95% degli abitanti fossero favorevoli a riunire i tre stati e staccarsi definitivamente dal Brasile.

Le motivazioni principali sono di tipo economico e in relazione alla distribuzione delle risorse.

Come in Veneto dove, nonostante un residuo fiscale di circa 20 miliardi di euro all’anno, veniamo trattati da colonia e come una vacca da mungere e sfruttare fino al midollo per mantenere le regioni sprecone meridionali. Parliamo di zone d’Italia che dall’unità in avanti hanno sempre vissuto di assistenzialismo e non hanno mai dato un minimo accenno di volersi riformare positivamente.

Ad esempio, la Calabria ha quasi 6.000 forestali stabili contro i 277 (ventuno volte di meno) del Veneto, dove il costo (tutto compreso, anche i 347 “stagionali”) è di 21 milioni di euro netti contro i 185 milioni di euro che occorrono per i soli stipendi forestali calabresi.

I famigerati forestali calabresi sono deputati alla sorveglianza ed alla tutela di un’area boschiva di 6.500 chilometri quadrati. Sono in numero due volte e mezzo superiore ai ranger del Canada, che sovrintendono a un patrimonio forestale di 400mila chilometri quadrati. Che altro dire.

Al “Movimento Libero Sud” del Brasile va tutto il nostro appoggio. Anzi, dico di più, il nostro appoggio va a tutti quei popoli che vogliono veder rispettato il loro sacrosanto diritto di autodeterminazione.

La Catalogna ha aperto una breccia nel cuore dell’Europa e ci auguriamo sia l’inizio di una lunga serie di legittime rivendicazioni dei popoli che la compongono e non vogliono più sentirsi oppressi dagli ottocenteschi e superati stati nazionali.

Giacomo Mirto
Portavoce Siamo Veneto

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