La (quasi) fine della modalità di voto TRUFFA degli italiani all’estero

Share

Ancora una volta parte dal Veneto un’iniziativa destinata a cambiare il Paese.

Sono passate poche settimane dall’Ordinanza del Tribunale di Venezia pubblicata il 5 gennaio 2018 e firmata dalla Dott.ssa Barison, la quale ha rilevato la potenziale incostituzionalità del c.d. “voto per corrispondenza” riservato agli italiani residenti all’estero e ha per questo rimesso la questione alla Corte Costituzionale. La stessa Corte Costituzionale, ieri, ha fissato per il 21 febbraio 2018 l’Udienza Pubblica a seguito della quale verrà emessa la sentenza.

Si tratta di un provvedimento senza precedenti, con il dimezzamento dei tempi processuali ordinari e con la fissazione di Udienza per la discussione a distanza di soli 45 giorni dalla pubblicazione dell’Ordinanza del Tribunale di Venezia (5 gennaio 2018).

Tutto di fretta, allora. Per quale motivo?

Evidentemente la fretta è “consigliata” dalla data prevista per le Elezioni politiche (4 marzo 2018) e così la Corte Costituzionale potrà decidere prima che queste si svolgano.

“Ho condotto una battaglia personale contro questa legge, che reputo non degna di un Paese che si definisce democratico – dichiara il consigliere regionale Antonio Guadagnini – Tutti, ormai, sono venuti a conoscenza dei brogli che essa permette e sanno quanto sia facile fare incetta di schede elettorali, votarsele e farsi eleggere rappresentante del popolo italiano in Parlamento. La procedura delineata da tale legge, secondo il giudice Barison, non ha neanche i requisiti minimi per poter essere definita procedura di voto. Mi sorprendo del fatto che nessuno prima di me ci abbia pensato.”

“La Corte, stabilendo questo record di calendarizzazione, ha implicitamente mostrato quanta rilevanza essa dia a tale questione – prosegue Guadagnini – e di questo non posso che esserne felice. Ora aspettiamo la sentenza della Consulta per capire se il 4 marzo gli italiani residenti all’estero potranno o meno votare con la procedura prevista dalla legge che ho fatto impugnare.”

Antonio Guadagnini
Siamo Veneto

Share