Iniziamo a pensare oggi al Veneto di domani

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L’amministrazione pubblica di uno stato è un gigantesco apparato che ha il compito di fornire servizi al settore privato. Sia cittadini che imprese.

I cittadini hanno bisogno di asili e scuole, hanno bisogno di servizi sanitari, hanno bisogno di vivere in città sicure, pulite, decorose, hanno bisogno di politiche di sostegno se si sposano, di politiche di inserimento nel mondo del lavoro, ecc. In estrema sintesi, bisogna che le tasse che pagano si trasformino in sevizi efficienti; altrimenti, devono ricorrere ai privati e/o devono rinunciare a servizi essenziali per la qualità della loro vita.

Ci sono stati che danno alle famiglie servizi eccellenti. Svizzera, Singapore, paesi baltici ecc sono tra i paesi che occupano le posizioni di testa nella classifica che misura la qualità della vita.

I servizi che il pubblico fornisce sono determinati anche per la competitività delle imprese: è fondamentale avere sentenze rapide in caso di controversie, è fondamentale avere forza lavoro preparata, è fondamentale avere infrastrutture all’altezza, è fondamentale chiudere le pratiche che dipendono dal pubblico velocemente (senza contare lo standing di cui gode un paese nel contesto internazionale, il quale dipende, appunto, dalla sua serietà ed efficienza), ecc. meno costano e più efficienti sono questi servizi, più le imprese sono competitive. Per le imprese, il settore pubblico deve essere considerato né più né meno che un fornitore; il più importante dei fornitori, visto il peso che esso ha nel loro bilancio. Se lo stato non funziona, per le imprese è un grosso problema.

Ci sono stati che sono i migliori alleati delle loro imprese, Stati che hanno un apparato pubblico che funziona meglio di quello privato: Svizzera, Singapore, paesi baltici, ecc.. si sempre loro…

Per le imprese di questi stati non c’è una gran differenza tra il ricevere questi servizi dal pubblico, pagando le tasse, o riceverli dal privato, risparmiando tasse, ma pagando il servizio al fornitore.

Per le famiglie e le imprese italiane invece, l’apparato pubblico è un incubo. I servizi sono pessimi e costano tantissimo. Se in Veneto non avessimo imprenditori eroi, le loro imprese sarebbero tutte fuori mercato. Siccome abbiamo un settore pubblico tra i peggiori in Europa, sarebbe normale aspettarsi anche un sistema economico non competitivo, come succede per tutti gli altri Stati del mondo.

E’ realistico aspettarsi una riforma generale dell’apparato burocratico italiano che lo faccia diventare efficiente e competitivo con quello degli stati citati sopra? Credo che i più ottimisti si siano messi a ridere… in effetti, è impossibile.

Se ci sono persone che credono la riforma possibile, è solo perché non conoscono i paesi citati. Tali paesi oggi investono nelle tecnologie più avanzate del mondo, sono motori di sviluppo, applicano modelli organizzativi lontani anni luce da quelli nostrani. Essi sono attori propulsivi della costituenda rete metropolitana globale. Se usiamo i parametri di valutazione del WEF, o di qualsiasi altra istituzione che misura competitività, qualità della vita, opportunità presenti nelle diverse aree del mondo, ci rendiamo conto che l’Italia è terzo mondo (con outlook negativo).

Che fare? La riorganizzazione del ‘sistema paese’, non potendo essere gestita dal ‘vertice’ – per manifesta e nei decenni più volte dimostrata incapacità – non può che passare da un totale decentramento del potere di decidere. La riorganizzazione non può che essere gestita da quelle che oggi sono le comunità regionali. Visto che i genitori non sono in grado di garantire una vita dignitosa ai figli, e visto che i figli hanno l’età per potersi arrangiare, bisogna permettere loro di arrangiarsi.

La mia azione politica in Regione Veneto non ha che questo scopo: proporre un’idea di Veneto e delineare un percorso di attuazione di tale idea. Il concetto di ‘Veneto Globale’, le discussioni e i convegni con autori quali Parag Khanna, lo studio delle nuove tecnologie digitali come la Blockchain, non sono chimere futuristiche, rappresentano il tentativo di aprire anche in Veneto una discussione su percorsi che nelle aree più avanzate del mondo sono già ad uno stato avanzato di realizzazione.

Auguro a me, alla mia famiglia e ai miei concittadini che tali questioni siano prese sul serio, in quanto finché qui discutiamo se sia o no vantaggioso usare l’euro, nel mondo si procede a passi spediti.

Antonio Guadagnini
Siamo Veneto.

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