Il Veneto è più ricco senza l’Italia, ora lo dice anche la stampa

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Su “Il Giornale di Vicenza” di mercoledì 5 Luglio è uscito un articolo dal titolo “Il Veneto traina l’Italia in risalita”.

Forse sarebbe il caso di specificare che l’Italia intera è in risalita esclusivamente grazie al Veneto e pochissime altre regioni, che si contano sulle dita di una mano.

Regioni virtuose che si vedono continuamente ridurre i trasferimenti statali per coprire le inefficienze delle regioni sprecone del sud e dell’apparato centrale romano che rappresenta lo Stato.

Precisazioni a parte, quello che mi ha colpito di più è un passaggio di inizio articolo in cui si dice che : “Non c’è dubbio che a fare ricco il Veneto che oggi è alla ricerca di una sua autonomia gestionale sia molto più il rapporto con il mondo intero che non quello con il mercato interno”.

Alleluja! In una sola frase un importante organo di stampa del Veneto ammette implicitamente che :

  1. L’Italia ha bisogno del Veneto e non il contrario, come invece vogliono far credere ai cittadini la stragrande maggioranza dei politici italiani e dei mass media;
  2. Il concetto di “Veneto Globale” introdotto da Siamo Veneto viene definitivamente sdoganato e certifica che la ricchezza di un Veneto indipendente ed aperto al mondo non dipenderebbe dal mercato interno italiano, ma dai rapporti e dalle relazioni con quelli esteri.

Ecco sfatato il tabù del Veneto che “senza l’Italia dove vuoi che vada, così piccolo…”.

La realtà è che ci vuole +Veneto e -Italia se vogliamo garantire un futuro roseo al nostro territorio ed al nostro popolo.

Alcuni dati del 2016, per parlare con i numeri :

  • Turismo +10%
  • Export +7,1% (con il traino del settore agroalimentare e col il Prosecco record a +25%)
  • PIL +1,2 (contro lo 0,9 della media italiana)
  • Vendite all’estero +1,3%

Senza contare il tasso di disoccupazione dei primi mesi del 2017, sceso al 6,7% e secondo solo al Trentino Alto Adige che, ricordiamolo, è una regione a statuto speciale e gode di un’autonomia (e quindi anche risorse economiche) che noi ci sogniamo.

Ecco perché il referendum del 22 Ottobre sull’autonomia del Veneto è importantissimo ed è la prima tappa verso un’obiettivo più grande, l’indipendenza.

È tutto oro quel che luccica? Assolutamente no.

Non dobbiamo dimenticare che in Veneto ci sono sacche di povertà (un abitante su sei è povero secondo un articolo de “Il Mattino di Padova” del 5 luglio) e diseguaglianza sociale. Situazioni meno critiche rispetto ad altre regioni ed altri paesi d’Europa, ma non per questo da trascurare.

Se è vero che la classe media sta sparendo – qualcuno dice che è già sparita – allora non abbiamo più tempo da perdere.

Mentre a Roma parlano di legge elettorale, vitalizi e altre mille cose inutili che non interessano e non portano nessun beneficio ai cittadini, qui in Veneto siamo costretti a fare i salti mortali per far quadrare i conti.

Il Veneto, già terzultimo in Italia per trasferimenti statali, vedrà ridursi proprio quest’ultimi di svariati milioni di euro il prossimo anno.

Noi siamo costretti a fare i sacrifici mentre ad altre latitudini spendono e spandono nostri soldi confezionando il tutto con un parola che non vogliono sentir contestare : solidarietà.

Non c’è nessuna solidarietà in tutto questo perché quella ai danni dei veneti è nei fatti una rapina che dura da da 151 anni.

Giacomo Mirto
Portavoce Siamo Veneto

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